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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Sull'Altare delle Rinnovabili — Storie da Torre di Fine

Comitato No Agrivoltaico Torre di Fine Eraclea Il vero freno alla transizione energetica non siamo noi. Sacrificare le piccole comunità sull'altare delle rinnovabili non accelera la transizione. La blocca. No Agrivoltaico Torre di Fine Eraclea Torre di Mosto / Eraclea (VE) Maggio 2026 N el dibattito sulla transizione energetica si ripete continuamente lo stesso meccanismo: chi solleva dubbi, chi chiede regole, chi si oppone a un progetto specifico viene etichettato come nemico delle rinnovabili. I comitati vengono dipinti come visionari del no, i cittadini come irrazionali e ostili al progresso. È una trappola retorica comoda, e profondamente disonesta. La transizione energetica è necessaria. Urgente. Non rinviabile. Su questo non c'è discussione. Ma proprio chi la vuole davvero dovrebbe chiedersi: cosa la sta rallentando? Cosa genera sfiducia, opposizione e blocco politico nei territori? La risposta non è nei comitati ...

COMUNICATO STAMPA - Presentazione pubblica del progetto agrivoltaico di Torre di Mosto

Ieri pomeriggio abbiamo partecipato alla presentazione pubblica del progetto agrivoltaico di Torre di Mosto, ribadendo con fermezza le principali criticità alla base della nostra contrarietà all’intervento. Nel corso dell’incontro, la società, pur continuando a sostenere — secondo il proprio punto di vista — la piena conformità del progetto alla normativa vigente, ha tuttavia riconosciuto la necessità di modifiche, integrazioni e ulteriori approfondimenti, ammettendo l’esistenza di carenze relative a profili rilevanti del progetto. Si tratta naturalmente di un passaggio necessario, da più parti richiesto nel corso degli ultimi mesi, ma che consideriamo non sufficiente rispetto alle criticità complessive che continuano a caratterizzare l’intervento. Dal confronto odierno è però emerso con altrettanta chiarezza come la contrarietà del territorio sia seria, motivata, trasversale e tutt’altro che destinata ad affievolirsi. Alla luce di ciò, confidiamo che il fondo promotore, attrav...

Il Cavidotto – Osservazioni sul progetto Torre di Mosto

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⚠ Territorio · Energia · Diritti dei proprietari agricoli Il cavo di Exus passa sotto il vostro terreno. Ma i profitti no. Il progetto agrivoltaico "Torre di Mosto" prevede complessivamente oltre 35 km di cavidotti interrati attraverso fondi privati: 12 km a 36 kV tra Eraclea e Torre di Mosto, e 23,5 km a 220 kV da Torre di Mosto fino alla stazione RTN di Salgareda. Se siete agricoltori nei comuni interessati, leggete con attenzione. 📅 Maggio 2025  |  📍 Province di Venezia e Treviso  |  🏢 Exus Renewables / ALFI Renewables S.r.l. ⚠ Attenzione. Il progetto prevede due cavidotti distinti : una linea a 36 kV di circa 12 km che collega il lotto di Eraclea a quello di Torre di Mosto, e una linea a 220 kV di circa 23,5 km da Torre di Mosto fino alla stazione RTN di Salgareda. In totale, oltre 35 km di infrastruttura interrata privata attraversano fondi agricoli di proprietari che non hanno firmato nulla e non riceveranno alcun compenso. Ve...

Non è oro tutto quel che luccica: il costo termodinamico del fotovoltaico

C'è una frase che sentiamo ripetere spesso nel dibattito sulle energie rinnovabili: il sole è gratuito . E tecnicamente, in un senso molto specifico, è vero. Il fotovoltaico non brucia carbone, non emette CO₂, non estrae energia chimica sepolta da milioni di anni. Sotto questo profilo, è incomparabilmente migliore dei combustibili fossili. Ma "migliore dei fossili" non significa "senza costo". E qui i principi della termodinamica non ammettono eccezioni — nemmeno per le energie rinnovabili. Il bilancio energetico che nessuno vi racconta Prendiamo un metro quadro di terreno nella pianura veneta, una delle pianure agricole più fertili d'Europa, in una giornata estiva di pieno sole. Arrivano circa 1000 W/m² di radiazione solare. Quella energia deve andare da qualche parte — il Primo Principio della Termodinamica non lascia alternative. Su un terreno vegetato naturale, quella energia si ripartisce così: Una grande quota diventa calore latente : l'acq...

Regione Veneto: un passo avanti nella battaglia contro l'agrivoltaico selvaggio

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Cronaca dall'incontro in Commissione Consiliare del 21 maggio 2025 Giovedì 21 maggio si è tenuto presso la sede del Consiglio Regionale a Ferro Fini un incontro cruciale che segna un momento importante nella battaglia dei territori contro la proliferazione incontrollata di impianti agrofotovoltaici. Le commissioni consiliari seconda e terza hanno convocato una consultazione pubblica per acquisire informazioni sugli impatti economici e territoriali connessi alla costruzione e gestione di questi impianti nella provincia di Venezia. Un fronte comune: sindaci e comitati uniti All'incontro hanno partecipato numerosi sindaci della provincia di Venezia insieme ai Comitati Civici di Eraclea e Campagnalupia. La presenza massiccia degli amministratori locali testimonia quanto il tema sia sentito e urgente nei nostri territori. Le preoccupazioni dei sindaci: un grido d'allarme I sindaci presenti hanno espresso con forza una grande preoccupazione per la quantità spropositata di ...

Lettera aperta di Giorgio Pupin: «Agrifotovoltaico sì, ma non a ogni costo»

  L'obbligo di salvare l'agricoltura dalle speculazioni La transizione energetica deve essere un'opportunità per le aziende agricole venete e non una "resa" ai grandi fondi d'investimento. I numeri e le proposte per difendere suolo e paesaggio. Il Veneto si trova davanti a un bivio energetico che segnerà il volto del territorio per i prossimi decenni. L'agrivoltaico — l'integrazione di pannelli solari e attività agricola — non è un tabù, ma una risorsa che richiede regole d'ingaggio chiare. Se da un lato i benefici per il reddito agricolo e la resilienza delle colture sono potenzialmente elevati, dall'altro il rischio di una "colonizzazione speculativa" delle campagne è reale. La domanda che la politica e le categorie devono porsi non è più "se" farlo, ma "come" farlo senza svendere l'identità regionale. La strategia della "democrazia energetica" Per smontare il mito dell'invasione necessaria,...

AGRIVOLTAICO, NON E' TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA

In Italia le cose non si cambiano mai davvero. Si ribattezzano. E così il vecchio fotovoltaico a terra oggi è diventato “agrivoltaico”. Basta aggiungere il prefisso agri alla denominazione e un paio di metri di altezza ai pannelli e una centrale elettrica si traveste da campo coltivato. Poi però si guardano i progetti. E in moltio casi si trovano centinaia di ettari di tettoie d'acciaio, recinzioni, cabine, cavidotti e strade tecniche. Insomma: impianti industriali. Naturalmente guai a dirlo. Chiunque sollevi dubbi viene subito descritto come nemico del cambiamento e della transizione energetica. Ma la domanda vera è molto semplice: ha senso continuare ad occupare proprio i terreni agricoli migliori mentre l’Italia perde ogni anno capacità produttiva e aumenta la dipendenza alimentare dall’estero? Perchè, contrariamente a quello che dicono alcuni, l 'agrivoltaico consuma suolo e riduce la produttività agricola (lo dicono le stesse relazioni allegate ai progetti e le linee guid...

Tre articoli in due giorni: il Veneto Orientale dice no all'agrivoltaico. E Torre di Fine non è sola

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Negli ultimi due giorni, sulle pagine del Corriere del Veneto e su altre testate locali, sono usciti tre articoli che parlano della stessa cosa, anche se a prima vista sembrano scollegati. Letti insieme, raccontano in modo molto chiaro perché la nostra opposizione al progetto agrivoltaico di Torre di Fine non è una battaglia di pochi, ma un pezzo di un fronte territoriale ormai larghissimo. Vale la pena fermarsi un momento e mettere in fila i fatti. 1. Trentadue sindaci scrivono in Regione Il 13 maggio il Corriere del Veneto titola: "La rivolta contro l'agrivoltaico. Oltre 30 sindaci scrivono a Stefani" . La denuncia è netta: progetti calati dall'alto , indennizzi offerti dalle società per "tappare la bocca" agli amministratori locali, e una totale assenza di pianificazione condivisa. L'articolo cita esattamente il nostro progetto: 385 ettari tra Eraclea e Torre di Mosto, l'equivalente di 500 campi da calcio di pannelli .  I 32 comuni...

La consapevolezza della transizione energetica

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Riflessioni a partire dal Progetto agrivoltaico di Torre di Fine Comitato NO all'Agrivoltaico di Torre di Fine – Eraclea La parola «transizione energetica» è oggi una delle più usate del dibattito pubblico, e proprio per questo una delle più svuotate di senso. Viene pronunciata a giustificazione di scelte tra loro opposte: dalla riduzione dei consumi alla moltiplicazione delle infrastrutture, dalla cura del territorio al suo sacrificio. Quando una parola serve a tutto, smette di significare qualcosa. Per essere cittadini consapevoli — e non semplici spettatori di una narrazione costruita altrove — occorre fermarsi un momento e porsi tre domande elementari: cosa stiamo davvero transizionando? Da cosa, verso cosa? E soprattutto: chi decide? Il progetto in pochi numeri La discussione, dalle nostre parti, ha smesso di essere astratta nel momento in cui la società ALFI Renewables S.r.l. ha presentato il Progetto Agrivoltaico Avanzato denominato “Torre di M...

Chi legge il progetto, dice no.

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Comitato No Agrivoltaico Torre di Fine – Eraclea Chi legge il progetto, dice no. Ogni volta che qualcuno prende in mano i documenti depositati da ALFI Renewables, arriva alla stessa conclusione. Non è un caso — sono i documenti stessi a spiegarlo. C'è qualcosa che non smette di colpirci: ogni volta che qualcuno prende in mano i documenti depositati da ALFI Renewables per l'impianto agrivoltaico «Torre di Mosto» — ingegneri, agronomi, amministratori, giornalisti, semplici cittadini — arriva alla stessa conclusione. Il fronte del No si allarga ogni volta che qualcuno legge. E non è un caso. Perché sono gli stessi documenti progettuali a raccontare cosa è davvero questo impianto. I numeri sono scritti nero su bianco nella documentazione ufficiale depositata nell'ambito della procedura PAUR/VIA presso la Regione Veneto. 387 ha terreno contrattualizzato tra Torre di Fine e Torre di Mosto 313 ha recinta...

AGRIVOLTAICO E AGRICOLTURA: ABBIAMO ASCOLTATO. ORA PARLIAMO.

Ieri mattina alcuni di noi hanno partecipato alla conferenza organizzata da Legambiente a Jesolo sul tema dell'agrivoltaico. È sempre utile ascoltare posizioni diverse, e qualcosa di interessante è emerso. Da un lato, abbiamo registrato una narrazione prevalentemente a favore del modello agrivoltaico, con i suoi indubbi vantaggi in termini di produzione energetica. Dall'altro, anche nelle relazioni tecniche sono emerse criticità concrete che noi conosciamo bene: La difficoltà di mantenere la piena produttività agricola (PLV all'80%) con i pannelli installati L'incompatibilità con alcune colture tradizionali ad alto fusto I limiti nell'utilizzo dei macchinari agricoli di grandi dimensioni La scarsità di dati reali su impianti già operativi: pochi casi, poche certezze Siamo disponibili al confronto, ma deve essere un confronto oggettivo e non speculativo. La scarsità di dati reali non può giustificare una trasformazione irreversibile del territorio per 30 anni...

🌡️ TORRE DI FINE: IL MICROCLIMA DEL TUO PAESE È UN ESPERIMENTO

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165 ettari di pannelli. A pochi passi da casa tua. Senza un solo dato reale raccolto prima. Il progetto agrivoltaico "Torre di Mosto" di ALFI Renewables prevede, nel solo Comune di Eraclea , un secondo lotto da circa 165 ettari situato in prossimità della frazione Torre di Fine — lo scrive la stessa relazione descrittiva. Non si tratta di un campo sperduto in mezzo al nulla. Gli accessi al cantiere sono previsti su Via Tre Cai , sulla SP 90 e su Via Machiavelli , nel cuore di Torre di Fine. Il cavo interrato da 36 kV verso il lotto di Torre di Mosto attraverserà le strade comunali del paese. 🔬 Il nodo scientifico che nessuno vuole nominare La relazione tecnico-agronomica (F-b1_All.11) prevede il monitoraggio microclimatico in due fasi consecutive : Ante-operam : si misurano temperatura e umidità prima della costruzione Post-operam : si misurano dopo , con l'impianto in esercizio Questo schema ha un nome preciso in fisica sperimentale: misura dell'effetto dopo ...