Regione Veneto: un passo avanti nella battaglia contro l'agrivoltaico selvaggio
Cronaca dall'incontro in Commissione Consiliare del 21 maggio 2025
Giovedì 21 maggio si è tenuto presso la sede del Consiglio Regionale a Ferro Fini un incontro cruciale che segna un momento importante nella battaglia dei territori contro la proliferazione incontrollata di impianti agrofotovoltaici. Le commissioni consiliari seconda e terza hanno convocato una consultazione pubblica per acquisire informazioni sugli impatti economici e territoriali connessi alla costruzione e gestione di questi impianti nella provincia di Venezia.
Un fronte comune: sindaci e comitati uniti
All'incontro hanno partecipato numerosi sindaci della provincia di Venezia insieme ai Comitati Civici di Eraclea e Campagnalupia. La presenza massiccia degli amministratori locali testimonia quanto il tema sia sentito e urgente nei nostri territori.
Le preoccupazioni dei sindaci: un grido d'allarme
I sindaci presenti hanno espresso con forza una grande preoccupazione per la quantità spropositata di progetti di fotovoltaico a terra e agrivoltaico che stanno investendo i loro comuni. Il punto centrale del problema è chiaro e drammatico: gli enti locali non hanno alcun potere di decisione sull'impatto che questi impianti avranno sul territorio comunale.
L'effetto cumulativo: il problema ignorato
Un tema particolarmente delicato emerso durante l'incontro riguarda l'effetto cumulativo dei progetti. Non esistono limiti al numero di impianti che possono insistere su un territorio, e questo significa che aree anche relativamente piccole rischiano di essere completamente trasformate da una presenza massiccia di pannelli fotovoltaici.
Nessuno valuta l'impatto complessivo: ogni progetto viene esaminato singolarmente, ignorando che nel loro insieme questi impianti possono stravolgere completamente il paesaggio, l'economia agricola e la vivibilità dei territori.
Salute pubblica e vicinanza ai centri abitati
Durante l'incontro sono stati sollevati problemi concreti relativi alle ricadute sulla salute pubblica e alla vicinanza degli impianti ai centri abitati. Qual è il ruolo di ARPAV in tutto questo? Come vengono tutelati i cittadini? Sono domande che attendono ancora risposte chiare.
L'appello alla Regione: cambiare la normativa nazionale
La richiesta unanime e pressante rivolta alla Regione è stata quella di intervenire presso il Governo nazionale per modificare la normativa attuale e restituire competenze agli enti locali. I sindaci chiedono di poter governare il proprio territorio, di avere voce in capitolo su trasformazioni così radicali.
È stata evidenziata con forza la mancanza di una regia pubblica, quanto mai necessaria in questa fase, e una normativa gravemente carente per quanto riguarda le procedure di valutazione degli impatti ambientali e paesaggistici.
La risposta della Regione
I dirigenti regionali presenti hanno informato i partecipanti che è in fase di stesura un provvedimento regionale, anche in attuazione di norme nazionali sulle cosiddette "aree idonee" e "zone di accelerazione", che sarà presentato in Consiglio dopo l'approvazione della Giunta regionale.
La voce del Comitato di Eraclea
Come Comitato di Eraclea abbiamo avuto l'opportunità di illustrare un documento contenente le nostre posizioni, già consegnato alla Giunta regionale nell'incontro del 28 aprile scorso, in occasione della manifestazione che abbiamo organizzato a Venezia.
Le nostre richieste sono chiare:
- Stop alla proliferazione incontrollata di impianti
- Tutela del territorio agricolo e del paesaggio
- Coinvolgimento reale delle comunità locali nelle decisioni
- Valutazione seria degli impatti cumulativi
Gli impegni assunti
Dopo gli interventi dei consiglieri regionali presenti, il Presidente della terza commissione Marcato e il Presidente della seconda commissione De Berti si sono impegnati formalmente a raccogliere tutte le proposte e i suggerimenti pervenuti, con l'obiettivo di dare una risposta positiva ai sindaci e ai comitati presenti.
Conclusioni
L'incontro di ieri rappresenta un passo importante, ma è solo l'inizio. La battaglia per la tutela del nostro territorio continua, e continuerà finché non avremo ottenuto regole chiare, trasparenti e rispettose delle comunità locali.
Il nostro impegno non si ferma. Continueremo a vigilare, a partecipare, a far sentire la nostra voce. Perché questo è il nostro territorio, e vogliamo avere voce in capitolo sul suo futuro.
Seguiranno aggiornamenti sul provvedimento regionale in fase di elaborazione e sugli sviluppi futuri.

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