Fotovoltaico a terra VS Agrivoltaico

Fotovoltaico a terra e agrivoltaico: impatto microclimatico a confronto – Comitato No Agrivoltaico Eraclea
Documento tecnico di approfondimento

Fotovoltaico a terra e agrivoltaico: impatto microclimatico a confronto e implicazioni per il progetto di Torre di Fine (Eraclea)

Comitato No Agrivoltaico – Eraclea / Torre di Fine  ·  Giugno 2026

Premessa

Negli ultimi giorni è circolata, nell'ambito del dibattito pubblico sul progetto agrivoltaico di Torre di Fine (Lotto B – Comune di Eraclea), una segnalazione relativa a ricerche del CNR sull'innalzamento della temperatura del microclima causato dal fotovoltaico installato su superfici vegetate. Alcuni interlocutori hanno correttamente sollevato una distinzione: il progetto in esame non è fotovoltaico puro a terra, bensì un impianto classificato come agrivoltaico. La distinzione è scientificamente fondata e merita un'analisi rigorosa.

Il presente articolo intende: (1) inquadrare il fenomeno PVHI e il contributo della ricerca CNR-IBE; (2) chiarire la differenza fisica tra fotovoltaico a terra (FVT) e agrivoltaico (A-FVT) sul piano dell'impatto microclimatico; (3) illustrare perché tale distinzione, pur reale, non esime dall'obbligo di una valutazione specifica; (4) evidenziare il fattore dimensionale e di prossimità come elemento critico determinante nel caso di Torre di Fine; (5) segnalare le lacune che il progetto depositato presenta rispetto alle prescrizioni delle linee guida regionali vigenti.

Tutte le affermazioni contenute in questo documento sono supportate da fonti documentali citate in calce con riferimenti completi.


1. Il fenomeno PVHI e la ricerca CNR-IBE (2026)

1.1 Il fenomeno PVHI: definizione

Il termine PVHI (PhotoVoltaic Heat Island effect – Isola di Calore da Fotovoltaico) indica il fenomeno microclimatico di innalzamento della temperatura locale indotto dagli impianti fotovoltaici, per analogia con l'effetto di Isola di Calore Urbana (UHI). Il meccanismo è stato definito e quantificato da Barron-Gafford et al. (2016) su Scientific Reports [rif. 1] e recepito dalla Linea Guida ARPAV dedicata [rif. 2].

Il meccanismo fisico è il seguente. Un suolo agricolo naturale dissipa il calore solare principalmente per evapotraspirazione: la vegetazione e il terreno umido liberano acqua in forma di vapore, raffreddando l'aria circostante (flusso di calore latente). I pannelli fotovoltaici:

  • assorbono circa il 90% della radiazione solare incidente;
  • convertono in elettricità solo il 16–20% di tale energia;
  • rilasciano il restante 70–80% come calore per irraggiamento e convezione (flusso di calore sensibile).

Quando i pannelli sostituiscono vegetazione, il flusso di calore latente si riduce drasticamente, quello sensibile aumenta, e la temperatura dell'aria nell'area circostante si innalza.

1.2 Lo studio CNR-IBE (aprile 2026)

A confermare e quantificare questo meccanismo con metodologia di telerilevamento ad alta risoluzione è uno studio dell'Istituto per la Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE), coordinato da Beniamino Gioli, pubblicato sulla rivista Sustainable Cities and Society ad aprile 2026 [rif. 3]. Lo studio ha analizzato tramite volo con sensori iperspettrali e termici ad alta risoluzione — effettuato dalla Regione Toscana — il territorio di Lucca e delle aree rurali circostanti, misurando albedo e temperatura superficiale effettiva per ogni tipologia di copertura del suolo.

Fonte: CNR-IBE, Sustainable Cities and Society, 2026. DOI: 10.1016/j.scs.2026.107341

«L'installazione di pannelli su superfici naturali come vegetazione e acqua — che presentano temperature più basse grazie all'evapotraspirazione o all'elevata capacità termica — può portare a un aumento della temperatura superficiale locale fino a 17 °C.»
— CNR-IBE, 2026 [rif. 3]
«Le politiche urbane dovranno prediligere l'installazione di pannelli su superfici a basso albedo come coperture bituminose e asfalto, ed evitare l'installazione su superfici chiare ad elevato albedo.»
— Beniamino Gioli, coordinatore CNR-IBE [rif. 3, comunicato stampa]

2. La distinzione tra FVT e A-FVT: reale ma non assoluta

2.1 Perché l'agrivoltaico è strutturalmente diverso

In un sistema agrivoltaico correttamente realizzato i pannelli sono installati in posizione elevata dal suolo e la coltivazione prosegue negli spazi sottostanti e negli interfilari. La vegetazione — principale fattore di dissipazione termica per evapotraspirazione — rimane presente e attiva. Questo distingue strutturalmente l'A-FVT dal fotovoltaico a terra puro, dove la vegetazione è rimossa completamente.

Il Comitato riconosce esplicitamente questa distinzione. Non è legittimo applicare in modo meccanico i dati CNR (+12,7 °C) a un sistema agrivoltaico con vegetazione attiva negli interfilari. La stessa Linea Guida ARPAV riconosce che la presenza di copertura vegetata «complica ulteriormente la dinamica termica» [rif. 2, p. 3].

2.2 Perché la distinzione non equivale a esenzione

La Linea Guida ARPAV — intitolata esplicitamente "Monitoraggio impatto microclimatico da FVT e A-FVT" — si applica a entrambe le tipologie di impianto [rif. 2]. Tra gli impatti microclimatici elencati per FVT e A-FVT figurano:

  • aumento di temperatura dell'aria;
  • variazione di umidità dell'aria ed evapotraspirazione;
  • diminuzione della radiazione solare sotto e in prossimità dei pannelli;
  • variazioni a microscala della ventilazione [rif. 2, p. 3].

La Linea Guida precisa che «tra questi impatti, quello più significativo in tutti gli ambienti di localizzazione degli impianti FVT/A-FVT è l'alterazione del campo termico» [rif. 2, p. 3].

Inoltre, lo studio CNR-IBE (2026) individua come variabile critica non la tipologia dell'impianto ma la superficie che viene sostituita: il danno termico si produce quando i pannelli si installano su vegetazione, indipendentemente dalla tecnologia. Anche in un agrivoltaico, le aree di fondazione, le strade interne e le zone d'ombra permanente improduttiva contribuiscono all'effetto PVHI.


3. Il fattore critico: la riduzione dell'irraggiamento al suolo

Un elemento quantitativo decisivo emerge dagli elaborati tecnici depositati dall'azienda eXus Renewables stessa nell'ambito della procedura PAUR (Relazione tecnico-agronomica, Allegato 11, rev. 00) [rif. 4]. Il proponente ha calcolato la riduzione dell'energia solare che raggiunge il suolo con la configurazione prevista (moduli 2P verso Sud su strutture fisse, file Est-Ovest, pitch 12 m):

Periodo Riduzione irraggiamento al suolo
Mesi estivi (giugno–agosto) 30–32%
Mesi invernali circa 50%
Media annuale circa 38%

Fonte: elaborazione interna proponente, Relazione tecnico-agronomica All. 11, Tab. 6-1 [rif. 4].

Meno radiazione al suolo significa meno energia disponibile per l'evapotraspirazione. Anche con coltivazioni attive, la capacità di raffreddamento naturale dell'area sarà strutturalmente inferiore rispetto a un campo agricolo indisturbato. Di quanto? Non è stato misurato né stimato dal proponente.

4. Il fattore dimensionale: 165 ettari, non 10

La Linea Guida ARPAV precisa che l'intensità del PVHI è funzione delle dimensioni dell'impianto: «maggiore è la differenza tra l'albedo originaria del sito e quella dell'impianto, più significativa sarà l'alterazione del bilancio energetico e l'intensità di PVHI, a parità di potenza e dimensione dell'impianto» [rif. 2, citando Barron-Gafford 2016]. Lo stesso Barron-Gafford et al. (2016) documenta nel titolo stesso dello studio che "larger solar power plants increase local temperatures" [rif. 1].

Il Lotto B di Torre di Fine si estende su 165 ettari con 110.682 moduli fotovoltaici. Per contestualizzare:

  • il più grande impianto agrivoltaico italiano in esercizio (ENGIE-Amazon, Sicilia) copre circa 115 ettari;
  • i principali impianti agrivoltaici europei citati dalla letteratura si collocano tra 40 e 150 ettari;
  • il Lotto B da solo supera quasi tutti i riferimenti europei disponibili.
Non esistono studi pubblicati sull'effetto microclimatico di un sistema agrivoltaico di 165 ettari contiguo a un abitato. Questo non significa che l'effetto sia assente: significa che è sconosciuto e che la valutazione è tanto più necessaria quanto maggiore è la superficie coinvolta.

5. La prossimità ai recettori vulnerabili: Torre di Fine

Il progetto non si inserisce in un contesto rurale isolato. Il perimetro del Lotto B si sviluppa a ridosso della frazione di Torre di Fine, classificata dagli stessi elaborati del proponente come «recettore sensibile» [rif. 4]. I recettori potenzialmente esposti all'impatto microclimatico includono:

Popolazione anziana residente

Torre di Fine è una piccola frazione con demografia tipica dei centri rurali del Veneto Orientale: invecchiamento progressivo della popolazione. Le ondate di calore — che il fenomeno PVHI può amplificare — rappresentano un rischio sanitario documentato per la popolazione over 65. La Linea Guida ARPAV prescrive che la valutazione del PVHI analizzi prioritariamente «le situazioni di maggior stress termico e pericolo per la salute umana» [rif. 2].

Scuola materna a circa 100 metri dal perimetro dell'impianto

I bambini in età prescolare costituiscono una delle categorie più vulnerabili agli stress termici. La Linea Guida ARPAV prescrive esplicitamente che il monitoraggio vada integrato con punti di misura aggiuntivi in presenza di «recettori sensibili nell'intorno dell'impianto (scuole, ospedali, RSA e similari) ovvero entro 600-1000 m» [rif. 2, p. 10]. Una scuola materna a 100 metri ricade ampiamente entro questa soglia.

La combinazione di 165 ettari di impianto + prossimità immediata a un abitato + scuola materna a circa 100 metri + popolazione anziana residente configura un profilo di rischio che rende la valutazione microclimatica specifica non un approfondimento facoltativo, ma un requisito imprescindibile prima di qualsiasi pronuncia autorizzativa.

6. Le prescrizioni ARPAV e le lacune del progetto

La Linea Guida ARPAV per la macrocategoria "rurale e naturale" (categoria B, applicabile al contesto di Torre di Fine) prescrive che il monitoraggio microclimatico sia predisposto:

«al di fuori del perimetro dell'impianto FVT e A-FVT ad opportuna distanza entro 600-1000 m dal perimetro dello stesso, in funzione di dimensioni e potenza dell'impianto» [rif. 2, p. 10].

Prevede inoltre che in presenza di recettori sensibili entro 600-1000 m il numero di punti di misura vada integrato con stazioni dedicate; che la valutazione includa l'analisi delle condizioni atmosferiche favorevoli al PVHI (alta pressione, cielo sereno, ventilazione debole — frequenti in Pianura Padana in estate); e che quantifichi le frequenze di accadimento di tali situazioni «per quantificare l'impatto microclimatico dell'impianto sulle situazioni di maggior stress termico e pericolo per la salute umana» [rif. 2].

Per impianti di grandi dimensioni, la Linea Guida raccomanda il telerilevamento satellitare ante-operam e post-operam, con un periodo di osservazione di almeno 3 anni per ciascuna fase [rif. 2, pp. 13-15].

Nella documentazione depositata nell'ambito della procedura PAUR presso la Regione Veneto non risulta prodotta tale valutazione con le metodologie e i criteri prescritti dalla Linea Guida ARPAV, né risultano definiti i punti di monitoraggio in prossimità dei recettori sensibili identificati.

7. Tabella di sintesi

Questione Risposta documentata
Lo studio CNR-IBE (2026) riguarda l'agrivoltaico? No, riguarda il fotovoltaico su superfici vegetate in ambito urbano-rurale
Il dato CNR (+12,7°C) si applica direttamente a questo progetto? Non direttamente: l'agrivoltaico mantiene vegetazione attiva, riducendo l'effetto
L'agrivoltaico è esente da impatti microclimatici? No: la Linea Guida ARPAV li prevede esplicitamente anche per gli A-FVT
La riduzione del 30-38% di irraggiamento al suolo ha effetti termici? Sì: riduce la capacità evapotraspiratoria e il raffreddamento naturale
Le dimensioni dell'impianto influenzano l'intensità del PVHI? Sì: documentato esplicitamente (Barron-Gafford 2016; ARPAV)
Esistono studi su agrivoltaici di 165 ettari a ridosso di abitati? No: la letteratura disponibile riguarda impianti di dimensioni inferiori
La scuola materna a ~100 m rientra nelle soglie ARPAV? Sì: la Linea Guida prevede punti di misura aggiuntivi entro 600-1000 m
Il progetto ha prodotto la valutazione microclimatica richiesta? No: non risulta nella documentazione depositata

8. Conclusioni

La distinzione tra fotovoltaico puro a terra e agrivoltaico sul piano microclimatico è fondata scientificamente e il Comitato la riconosce. Non è corretto applicare meccanicamente al progetto di Torre di Fine i dati CNR relativi alla sostituzione di vegetazione con pannelli in contesto urbano.

Tuttavia, questa distinzione non equivale a esenzione dalla valutazione. Tre elementi convergono a rendere la valutazione microclimatica specifica non solo opportuna ma necessaria:

Il fattore qualitativo. Anche in un sistema agrivoltaico, la riduzione del 30-38% dell'irraggiamento al suolo riduce la capacità evapotraspiratoria della vegetazione rimanente. L'effetto termico non è assente: è attenuato, ma di quanto — in questo sito specifico — non è stato misurato né stimato.

Il fattore dimensionale. Con 165 ettari, il Lotto B supera la quasi totalità degli impianti agrivoltaici europei per i quali esistono studi di riferimento. L'effetto PVHI cresce con le dimensioni. Non esistono dati di letteratura applicabili direttamente a questa scala.

Il fattore di prossimità ai recettori vulnerabili. Una scuola materna a circa 100 metri dal perimetro e una popolazione anziana residente nell'immediato intorno configurano un profilo di vulnerabilità che la stessa Linea Guida ARPAV individua come criterio per integrare il monitoraggio con punti di misura dedicati. Quella valutazione non è stata prodotta.

Richiesta del Comitato Il Comitato No Agrivoltaico di Eraclea – Torre di Fine chiede che la valutazione dell'impatto microclimatico ante-operam, condotta con le metodologie prescritte dalla Linea Guida ARPAV e con punti di misura in prossimità dei recettori sensibili — inclusa la scuola materna — venga prodotta e resa pubblica prima di qualsiasi pronuncia favorevole nell'ambito della procedura PAUR presso la Regione Veneto.

9. Riferimenti bibliografici e sitografici

Studi scientifici

[rif. 1] Barron-Gafford G.A., Minor R.L., Allen N.A., Cronin A.D., Brooks A.E., Pavao-Zuckerman M.A. (2016). The Photovoltaic Heat Island Effect: Larger solar power plants increase local temperatures. Scientific Reports, 6, 35070. DOI: https://doi.org/10.1038/srep35070

[rif. 3] CNR-IBE – Istituto per la Bioeconomia del CNR (2026). Impact of photovoltaic solar panels deployment on urban heat island and radiative forcing from airborne hyperspectral observations. Sustainable Cities and Society. DOI: https://doi.org/10.1016/j.scs.2026.107341
Comunicato stampa CNR: cnr.it/it/comunicato-stampa/14295

Linee guida e documenti normativi

[rif. 2] ARPAV – Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto. Monitoraggio impatto microclimatico da FVT e A-FVT – Linea Guida ARPAV. Disponibile su: arpa.veneto.it (Linea Guida ARPAV)

[rif. 5] GSE / MiTE. Linee guida per il monitoraggio della continuità dell'attività agricola. Adottate ai sensi dell'art. 11, comma 1, D.L. n. 17/2022, convertito in L. n. 34/2022.

[rif. 6] D.Lgs. 25 novembre 2024, n. 190. Disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. GU Serie Generale n. 280 del 28 novembre 2024.

[rif. 7] D.M. 436/2023. Decreto agrivoltaico. Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Documentazione progettuale (procedura PAUR – Regione Veneto)

[rif. 4] eXus Renewables / ALFI Renewables S.r.l. (settembre 2025). Relazione tecnico-agronomica – Allegato 11 al progetto definitivo, rev. 00. Procedura PAUR – VIA Regione Veneto.

[rif. 8] eXus Renewables / ALFI Renewables S.r.l. (settembre 2025). Relazione descrittiva – Elaborato F-b1_A.01, rev. 00. Procedura PAUR – VIA Regione Veneto.

Rassegna stampa studio CNR-IBE (2026)

GreenPlanner Magazine (22 maggio 2026): greenplanner.it

Il Messaggero (26 aprile 2026): ilmessaggero.it

MeteoWeb (22 aprile 2026): meteoweb.eu

AskaNEWS (22 aprile 2026): askanews.it

Astrolabio – Amici della Terra (Linea Guida ARPAV): astrolabio.amicidellaterra.it

Documento redatto dal Comitato No Agrivoltaico – Eraclea / Torre di Fine sulla base della documentazione tecnica e normativa disponibile. I dati citati come provenienti dagli elaborati progettuali sono estratti dalla documentazione ufficiale depositata dall'azienda proponente nell'ambito della procedura PAUR presso la Regione Veneto.

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