Comunicato stampa manifestazione 28 aprile a Venezia

  

Il 28 aprile il Comitato No agrivoltaico di Eraclea- Torre di Fine, di Mogliano Veneto e Ca Solaro di Favaro Veneto, hanno organizzato una manifestazione a Venezia per chiedere alla Giunta e al Consiglio regionale di esprimersi chiaramente sul tema degli impianti Agrivoltaici che rischiano di sconvolgere la pianura veneta.

I Comitati civici sono nati per difendere il territorio, il paesaggio e il benessere della comunità locale da interventi che sconvolgono la bellezza del paesaggio agricolo e la vita delle persone che vi abitano.
Siamo favorevoli alla transizione energetica, ma non a scapito della qualità della vita, dell’economia locale e del futuro dei piccoli centri urbani circondati da impianti che ne snaturano l’identità costruita negli anni.

Mentre per i progetti di Mogliano e Favaro veneto siamo in una fase di stallo, il Mega progetto di Eraclea-Torre di Fine va avanti senza ripensamenti da parte della società proponente ALFI Renewables S.r.l. (con sede legale in Spagna controllata da un Fondo globale con sede i Svizzera) che ha presentato il progetto e da parte della famiglia Pasti proprietaria dei terreni.

Il territorio di Eraclea è frutto di una storia di bonifica, agricoltura e sviluppo turistico costiero. Progetti di “industrializzazione” di grandi dimensioni sono incompatibili con lo sviluppo sostenibile di questo territorio.

Centosessantacinque ettari di impianto agrivoltaico, 118 mila pannelli solari, cabine elettriche, container, piazzole, gruppi di conversione, a ridosso della frazione di Torre di Fine e in prossimità della località turistica di Eraclea Mare denominata “la perla verde dell’adriatico”, ne comprometterebbero in modo irreversibile l’identità, il valore ambientale e la vivibilità.

Per questo diciamo No a impianti fuori scala vicino ai centri abitati: riteniamo inaccettabile la realizzazione di mega impianti agrivoltaici a ridosso delle abitazioni e in un’area a vocazione turistica che si integra con il paesaggio e l’ambiente agricolo. Servono limiti chiari e regole stringenti non decisioni calate dall’alto.

Un’agricoltura vera, non strumentale: l’agricoltura deve rimanere attività principale e non un pretesto formale per operazioni energetiche e finanziarie. Difendiamo il suolo agricolo come risorsa produttiva, paesaggistica e sociale.

Tutela del valore immobiliare: la presenza di “impianti industriali” di grandi dimensioni a ridosso dei centri abitati comporta una perdita di valore del patrimonio immobiliare e rende i borghi sempre meno attrattivi per famiglie, giovani e nuove attività. In territori spesso già colpiti da spopolamento e migrazione verso i centri maggiori, queste scelte rischiano di accelerare l’abbandono e l’estinzione delle comunità locali.

Fermiamo l’effetto “macchia d’olio”: consentire un impianto di queste dimensioni a Eraclea aprirebbe un precedente pericoloso, favorendo la diffusione progressiva e incontrollata di progetti analoghi. Serve un osservatorio che monitori l’espandersi di tali progetti e una regia regionale che eviti il FarWest in questo settore. Un governo reale del territorio da parte della Regione, altrimenti preda di interessi e speculazioni finanziarie.

E’ necessaria una diversa disciplina normativa e una pianificazione di lungo periodo che tuteli il territorio, il valore dei borghi e il benessere delle generazioni future, evitando decisioni irreversibili che confliggono con la salvaguardia ambientale e il benessere delle persone. Una normativa che preveda una distanza minima di almeno 500 metri dai centri abitati e un limite alla dimensione degli impianti che non confligga con la tutela dell’ambiente come previsto dall’art. 9 della Costituzione italiana.

Il Comitato di Eraclea ribadisce che l’unica soluzione possibile è il ritiro o lo spostamento del Progetto di impianto (distante dai centri abitati), in quanto incompatibile con il contesto ambientale, paesaggistico, economico e sociale dell’area.

I Comitati chiedono alla Giunta e al Consiglio regionale una presa di posizione chiara che ponga dei limiti al proliferare incontrollato di questi impianti, alla loro estensione, alla vicinanza ai centri abitati, coinvolgendo le amministrazioni comunali e i cittadini, non a cose fatte come sta accadendo ovunque.

 

Comitato di Eraclea -Torre di Fine

Comitato via D’Azeglio – Marocco di Mogliano Veneto

Comitato di Ca Solaro – Favaro Veneto

 

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