🌡️ TORRE DI FINE: IL MICROCLIMA DEL TUO PAESE È UN ESPERIMENTO


165 ettari di pannelli. A pochi passi da casa tua. Senza un solo dato reale raccolto prima.

Il progetto agrivoltaico "Torre di Mosto" di ALFI Renewables prevede, nel solo Comune di Eraclea, un secondo lotto da circa 165 ettari situato in prossimità della frazione Torre di Fine — lo scrive la stessa relazione descrittiva.

Non si tratta di un campo sperduto in mezzo al nulla. Gli accessi al cantiere sono previsti su Via Tre Cai, sulla SP 90 e su Via Machiavelli, nel cuore di Torre di Fine. Il cavo interrato da 36 kV verso il lotto di Torre di Mosto attraverserà le strade comunali del paese.




🔬 Il nodo scientifico che nessuno vuole nominare

La relazione tecnico-agronomica (F-b1_All.11) prevede il monitoraggio microclimatico in due fasi consecutive:

  • Ante-operam: si misurano temperatura e umidità prima della costruzione
  • Post-operam: si misurano dopo, con l'impianto in esercizio

Questo schema ha un nome preciso in fisica sperimentale: misura dell'effetto dopo averne prodotto la causa. Non è progettazione cautelativa. È documentazione a posteriori.

La domanda che ogni insegnante di scienze farebbe ai propri alunni è semplice: se non sai ancora cosa succede al microclima locale con 128 ettari coperti da pannelli, perché non lo testi prima su scala ridotta — 10, 20 ettari — raccogliendo dati reali per anni, e solo poi decidi?

La risposta non è tecnica. È economica.


📍 Torre di Fine: "recettore sensibile"

La relazione identifica espressamente due punti critici di monitoraggio nell'ambito di Eraclea:

  • la chiesa di San Fernando Re, indicata come "recettore sensibile dell'abitato di Torre di Fine"
  • le abitazioni residenziali di Via Tre Cai

Queste non sono scelte casuali. Vengono scelte perché il proponente stesso riconosce che quelle case, quei vicoli, quella chiesa potrebbero subire variazioni microclimatiche dopo la costruzione.

Se non ci fosse rischio, non ci sarebbero stazioni di controllo lì. Le stazioni di monitoraggio sono lì proprio perché non si sa cosa accadrà.








🌾 Perché si fa, allora?

I terreni coinvolti ad Eraclea sono classificati come seminativi attivi — mais, frumento, soia — coltivati da aziende agricole locali. La stessa relazione ammette che dopo la realizzazione dell'impianto la redditività agricola calerà di circa il 20% per ettaro, a causa dell'ombreggiamento dei pannelli sulle colture.

L'agricoltura intensiva in pianura veneta rende poco. Questo è vero. Ma la soluzione scelta non è valorizzare la qualità, diversificare le filiere, sostenere i produttori locali. La soluzione è: convertire 165 ettari in una rendita energetica, mantenere una coltura simbolica sotto i pannelli per rispettare i requisiti di legge sull'agrivoltaico, e incassare gli incentivi statali per vent'anni.

Il monitoraggio microclimatico, in questo quadro, non è tutela della comunità. È una casella da spuntare per accedere ai contributi pubblici. Tant'è che la stessa relazione si riserva esplicitamente "la facoltà di ridurre il numero di sensori" in fase esecutiva — ovvero dopo l'approvazione.


Le domande che Torre di Fine ha diritto di fare

Chi garantisce che il microclima del paese non cambierà in modo significativo? Non ALFI Renewables — perché non lo sa. Non ARPAV — che interverrà solo a misurare l'effetto già avvenuto. Non il Comune — che non dispone di dati propri.

Nessuno lo sa. E questo è esattamente il problema.

Una sperimentazione seria si conduce su scala piccola, con dati pubblici, con verifiche indipendenti, con il consenso informato di chi vive nel raggio di influenza. Non si inizia con 165 ettari e si misura cosa è successo dopo.

Torre di Fine non è un laboratorio. Le persone che ci vivono non hanno dato il loro consenso a essere parte di un esperimento microclimatico industriale.


📎 Fonte: Relazione Tecnico-Agronomica F-b1_All.11 e Relazione Descrittiva F-b1_A.01 — Impianto Agrivoltaico "Torre di Mosto", ALFI Renewables S.r.l., Rev.00, Settembre 2025



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