Chi legge il progetto, dice no.

Comitato No Agrivoltaico Torre di Fine – Eraclea

Chi legge il progetto, dice no.

Ogni volta che qualcuno prende in mano i documenti depositati da ALFI Renewables, arriva alla stessa conclusione. Non è un caso — sono i documenti stessi a spiegarlo.


C'è qualcosa che non smette di colpirci: ogni volta che qualcuno prende in mano i documenti depositati da ALFI Renewables per l'impianto agrivoltaico «Torre di Mosto» — ingegneri, agronomi, amministratori, giornalisti, semplici cittadini — arriva alla stessa conclusione.

Il fronte del No si allarga ogni volta che qualcuno legge.

E non è un caso. Perché sono gli stessi documenti progettuali a raccontare cosa è davvero questo impianto. I numeri sono scritti nero su bianco nella documentazione ufficiale depositata nell'ambito della procedura PAUR/VIA presso la Regione Veneto.

387 ha
terreno contrattualizzato tra Torre di Fine e Torre di Mosto
313 ha
recintati e sottratti per decenni al paesaggio
80%
resa agricola prevista rispetto ai valori pre-impianto
2 km
dalla ZSC «Laguna del Mort e pinete di Eraclea»

La Relazione tecnico-agronomica allegata al progetto ammette esplicitamente che la resa agricola scenderà all'80% dei valori pre-impianto. I terreni ricadono in zona di pericolosità idraulica P1 e P2. La Stazione Utente — il cuore elettrico dell'intero impianto — è collocata nel lotto di Torre di Fine.

I profitti vanno a un fondo di private equity estero. I costi ambientali rimangono alla nostra comunità. I benefici per il territorio si misurano in una striscia di arbusti larga cinque metri lungo il perimetro.

Non lo diciamo noi. Lo dice il progetto.

Quaranta elaborati tecnici, migliaia di pagine. Il Comitato li ha letti tutti. E più li legge, più le domande si moltiplicano — mentre le risposte del proponente restano vaghe.


Se non hai ancora letto il progetto, leggilo. Se lo hai già letto, sai perché siamo qui.

La procedura PAUR/VIA è aperta. Le osservazioni formali dei cittadini entrano nel fascicolo ufficiale e devono essere considerate dall'autorità competente. Non è ostruzionismo. È democrazia.






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